RFID attiva per visitare Nora, in Sardegna
Alla fine di febbraio, presso l’Aula Magna del Bo dell’Università di Padova, si è tenuta la presentazione del Progetto Norace, la guida interattiva per visitare lo splendido sito archeologico di Nora, nelle vicinanze di Cagliari. Il progetto prevede l’ampliamento dei servizi e della fruibilità scientifica e didattica del Parco Archeologico di Nora, tramite la progettazione e la realizzazione di un’infrastruttura tecnologica che permetta al visitatore di essere guidato nel parco tramite GPS e accedere ai dati multimediali relativi ai reperti (e inseriti in una base di dati ad hoc) tramite RFID. Finanziato da Arcus S.p.A., il progetto è nato circa un anno e mezzo fa dalla collaborazione tra il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Padova, con il contributo di CREI Ven, Parco Tecnologico Scientifico Galileo, 3DEverywhere e Telsey.
L’infrastruttura tecnologica è composta da:
- un sistema di gestione di basi di dati multimediali per organizzare, memorizzare e gestire l'accesso a testi, file audio, immagini 2D anche ad alta definizione e modelli 3D. Il sistema consente inoltre la gestione della complessa struttura delle informazioni relative al sito quali temi storici, monumenti e fonti;
- tag RFID attivi, posizionati in corrispondenza di beni archeologici;
- georeferenziazione, tramite sistema GPS;
- PDA dotati di reader RFID e antenna GPS, che consentono l’accesso alle informazioni relative ai beni museali conservate nella base di dati;
- copertura Wi-Fi, tramite disposizione di access point progettati ad hoc per resistere alla severità dell’ambiente.
La soluzione ha preso forma seguendo alcuni principi di base, fra i quali il rispetto di standard condivisi e l’utilizzo di software open source. La rete Wi-Fi, che copre tutta l’area archeologica, è basata su access point Tesley CPL4.
Grazie al sistema RFID, la visita si può personalizzare in base agli interessi del visitatore, con itinerari differenziati per tema e livello di approfondimento, e consente una lettura più semplice di una realtà di difficile interpretazione come quella di un sito archeologico. Ciascun monumento o reperto archeologico è dotato del proprio tag, che chiama il visitatore non appena questi entra nel suo raggio di azione, invitandolo ad ascoltare la propria storia. Quando il dispositivo interagisce con una tag RFID, sono richiamate automaticamente dalla memoria del palmare tutte le informazioni relative allo specifico punto della visita. Le informazioni vengono quindi proposte attraverso canali multimediali (testo, audio, immagini). Per quanto riguarda l’interfaccia utente, è stata sviluppata in collaborazione con la Scuola Italiana di Design del Parco Scientifico e Tecnologico Galileo, seguendo il criterio della massima facilità e fruibilità del sistema.