Si è tenuta a fine giugno, a Pantanello di Metaponto, la giornata celebrativa per i 25 anni dell'ente di ricerca Metapontum Agrobios. Un evento che è stato riportato da quotidiani locali, presenti alla giornata, dai quali prendiamo alcuni spunti di interesse per i nostri lettori. «La storia di Agrobios è legata alla storia delle biotecnologie in Italia» commenta per esempio il presidente di Agrobios, Salvatore Adduce. «La scelta strategica fu quella di unire una grande azienda internazionale come l'Eni con un soggetto pubblico come Metapontum Agrobios, mentre la Regione Basilicata faceva da garante sulle scelte strategiche. L'impianto fondamentale fu quello di affidare a un soggetto così importante il compito di organizzare una relazione fra i grandi centri di ricerca internazionale, fra Stati Uniti e Europa. Nella prima metà degli anni '90 questo disegno cominciò a vacillare per la decisione dell'Eni di ritirarsi, nel '98, avendo indirizzato il suo core business verso altre strade, innanzitutto petrolio e energia, con non poche tensioni con la Regione Basilicata. L'uscita di Eni aprì una sfida per Agrobios nel mercato. Così la Regione decise di mantenere il cuore della ricerca in Agrobios affidandole il ruolo di monitoraggio nel settore ambientale e valorizzando le professionalità che in questo tempo sono cresciute. Oggi sono due i grandi pilastri di Metapontum Agrobios: la ricerca, l'innovazione, il trasferimento; Le attività nel campo ambientale. Nel frattempo si è aperta un'altra frontiera sul versante della genomica applicata che è un fiore all'occhiello di Agrobios. In questi ultimissimi anni la Regione ha ancora una volta deciso di assegnare alla ricerca un valore assolutamente strategico. Puntare su quattro grandi poli di innovazione fra cui quello delle biotecnologie verdi guidato proprio da Agrobios con la partecipazione di Enea, Cnr, Alsia Pantanello. Oggi posso dire con assoluta convinzione- ha concluso Adduce – che i 25 anni di agrobios sono stati spesi bene a favore della ricerca, dell'innovazione e delle tecnologie, a favore del territorio».
«I 25 anni di storia dell’ente di ricerca coincidono con un momento drammatico di contenimento della spesa pubblica» aggiunge il presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Folino «nel quale il governo nazionale mostra un atteggiamento ostile nei confronti della ricerca e della scuola. Ed è in questa difficile situazione che dobbiamo saper affrontare, attraverso un confronto aperto alle forze produttive del territorio, anche il tema del futuro di Agrobios, delle funzioni che questa struttura potrà svolgere sia nel settore agricolo che in quello ambientale e nelle azioni di monitoraggio. Proprio mentre prendiamo atto che è necessario puntare su un nuovo modello produttivo, che vede crescere le attività del terziario avanzato, sarebbe sbagliato depotenziare questa struttura, che negli ultimi anni con il presidente Adduce ha intrapreso un percorso di riduzione dei costi. Si può certamente migliorare la governance e accentuare un profilo di rigore nella gestione. Tuttavia, in questa come in altre situazioni, bisogna ‘buttare l’acqua sporca ma salvare il bambino’. Metapontum Agrobios è una struttura giovane e matura, che può sviluppare molteplici attività utili alla comunità lucana ed in grado di assicurare un futuro ai lavoratori, che rimangono un prezioso patrimonio di competenze e professionalità».
A concludere la giornata, dopo una serie di interventi tecnici, di testimonianze e di storie umane e professionali raccontate da dirigenti di ieri e di oggi e dai past president, l'intervento dell'assessore regionale all'Agricoltura, Wilma Mazzocco: «Oggi si apre una nuova fase per Agrobios che dovrà collegare l'azione del passato a un sistema produttivo endogeno della regione, qualcosa che riprende i saperi e li porta su un altro sistema produttivo. E vedo nell'azione di questo ultimo periodo che Agrobios non è un istituto fermo, io non vi vedo così considerato che avete candidato a finanziamento il progetto “Industria 2015”. Se ci siamo riusciti in altre circostanze dobbiamo riuscire anche ora con il governo nazionale a individuare adeguate risorse. E se Agrobios ha candidato questo progetto è proprio perché questa struttura non vuole vivere di assistenzialismo».
Al termine dei lavori, l'assessore Mazzocco e il presidente di Agrobios Adduce hanno consegnato al rag. Tommaso Centonze una medaglia per i 25 anni di lavoro in Agrobios.