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Cronos: gli ingegneri del tempo

Coniugare forma e sostanza, è la scommessa della società lecchese che dal 1969 progetta e produce soluzioni informatiche nell'ambito del rilevamento presenze. Di questa realtà tutta italiana, parliamo con Enrico Marioni, titolare e Claudio Prevost, consulente commerciale
12-04-2010
DATACollection: La vostra è una storia che parte da lontano. Quando avete iniziato esattamente l'attività?

 

Enrico Marioni: La nostra azienda è nata nel 1957, nel settore office automation, e sin dagli esordi si è cercato di proporre soluzioni avanzate, innovative. Poi, nel 1969, abbiamo cominciato a sviluppare l'informatica, comprendendone il grande potenziale di innovazione. Ci siamo sempre impegnati nella ricerca di soluzioni ad alto contenuto tecnologico ed ingegneristico e possiamo dire di essere sempre stati all'avanguardia. L'obiettivo è stato, fin dai nostri esordi, coniugare il contenuto tecnologico con un design in sintonia, dunque impattante, riconoscibile, come una “firma”.

Claudio Prevost: Infatti,per alcuni nostri clienti, soprattutto nel campo della moda, è importante che ogni dettaglio faccia “immagine” e abbiamo colto questa esigenza di forma oltre che di contenuto.

 

DC: Da quando avete scelto di occuparvi del settore del rilevamento presenze?

 

EM: Negli anni '70 abbiamo costituito la divisione dedicata al rilevamento presenze e nel 1981 partì il primo programma Italiano per la rilevazione delle presenze, che divenne un punto di riferimento nel panorama italiano in questo campo. Dal 1992 produciamo lettori badge per la rilevazione presenze e controllo accessi. Credo di poter dire che il nostro successo provenga dal grande impegno che abbiamo sempre messo soprattutto a monte di ogni progetto: per noi si comincia sempre da un'attenta analisi delle esigenze del cliente, delle sue necessità e poi si sviluppa il prodotto, in cui integriamo le tecnologie hardware e software più avanzate a nostra disposizione. L'esperienza che abbiamo maturato dialogando con i vertici di aziende di ogni dimensione e settore ci permette di offrire soluzioni “su misura”, come si conviene al vero “made in Italy”.

 

DC: A questo proposito, i vostri prodotti hanno un indubbio “appeal” dato dal design, un segno forte di riconoscibilità.

 

CP: Con noi collabora Sergio Coppola, architetto e designer, molto attento proprio all'aspetto funzionale del design industriale. Con la sua creatività, ha contribuito all’evolversi della tecnologia applicata approfondendo l'aspetto ergonomico ed offrendo il suo autorevole contributo nell’area del building e dell’office automation. Al padiglione italiano di Expo a Shanghai 2010, ci sono 14 suoi brevetti esposti a rappresentare l’eccellenza ed il design italiani.

 

DC: Quale prodotto ha disegnato per Cronos?

 

EM: Per noi ha disegnato Cronos Zero, terminale lettore di badge di nuova generazione con tecnologie RFID con tutte le funzionalità caratteristiche di un terminale di rilevazione presenze e controllo accessi ed è disponibile anche in versione trasportabile per rilevazioni remote via GSM. Il colore può essere visto come elemento estetico – abbiamo clienti che l'hanno scelto in base al colore caratterizzante il logo aziendale – ma è anche un elemento funzionale. Per esempio, il colore dell'anello può indicare il percorso, può definire un'area in cui possono accedere solo alcune persone, può indicare un'area di sicurezza, e così via. Oltre ad essere quindi un segno distintivo, ha una sua specificità. È un esempio di come la forma e la sostanza si possono integrare alla perfezione.

 

DC: Nella sostanza che cosa troviamo? Cioè, quali sono le caratteristiche tecnologiche?

 

CP: La linea Cronos Zero è un concentrato di micro-ingegneria: lettore di badge di prossimità RFID, componibile e multifunzione, permette di realizzare terminali personalizzati con forme e colori diversi, in grado di gestire tutta la raccolta dati di un'azienda, con un solo badge personale per tutte le applicazioni. Cronos Zero ha ricevuto il Premio Smau Industrial Design, una delle più importanti manifestazioni di design in ambito internazionale, un vero e proprio indicatore di tendenze culturali, seguito con attenzione dagli addetti ai lavori del settore. Ha anche ricevuto la "segnalazione d'onore" alla XIX edizione del "Premio Compasso d'Oro ADI" ed è attualmente esposto alla Mostra permanente del Design Italiano.

 

DC: Il settore controllo accessi e la tecnologia RFID promettono di essere il futuro: voi che cosa ne pensate?

 

EM: Certamente il controllo accessi e rilevazione presenze è un settore in grande sviluppo e gli scenari delle possibili applicazioni sono notevolissimi. Basta pensare alle opportunità di creare flussi di informazioni costanti, aggiornati, in tempo reale, in tutti i campi. In un'azienda, il rilevamento presenze e controllo accessi permette, per esempio, di avere report sempre aggiornati non solo sulle presenze, ma anche sull'attribuzione del corretto numero di ore per ogni commessa, di avere il controllo sull'utenza della mensa e quindi del numero di pasti effettivamente consumati, il numero di accessi ai database aziendali, e di avere a disposizione report statistici aggiornati just in time. Anche la tecnologia RFID è in rapida evoluzione: un'applicazione, che può riguardarci tutti nel quotidiano - e che noi già produciamo nella serie Cronos - è il dispositivo apri-porta completamente indipendente, che comanda, con tecnologia RFID, l’apertura di elettro-serrature di qualsiasi tipo. Le chiavi tradizionali sono sostituite da una “Chiave TAG”, nella quale è memorizzato un codice unico per ogni utente, generato tra miliardi di combinazioni possibili. Sfiorando semplicemente Cronos Zero C1 con la “Chiave TAG” si attiva l’apertura della porta. È evidente che questo strumento, il primo modulo di un sistema di controllo accessi evoluto, aumenta moltissimo la sicurezza in casa o in ufficio.

 

DC: I costi di questa tecnologia sono molto sostenuti? In quanto tempo vengono ammortizzati dall'azienda?

 

EM: Naturalmente, il costo dipende dal tipo di progetto e di intervento che siamo chiamati ad effettuare. Noi forniamo anche la formazione del personale che sarà utente dei nostri prodotti, e quindi la valutazione va fatta di volta in volta. Abbiamo però dei feed back dai nostri clienti e sappiamo che, mediamente, l'investimento viene assorbito nell'arco di sei mesi, a fronte di innegabili vantaggi sia sul fronte dell'efficienza che del controllo dei costi. Quello che ci rende competitivi è proprio l'approccio mirato alle problematiche di ogni singola azienda: non sempre è necessario un impiego massiccio di tecnologia, l'intervento va calibrato sulle reali esigenze e la modularità dei nostri prodotti permette anche di programmare gli investimenti in un'ottica di sviluppo, che vanno di pari passo con la crescita dell'azienda.

 

DC: Chi sono i vostri clienti?

 

CP: Sono piccole, medie e grandi imprese; pubblica amministrazione e consulenti del lavoro. Per ogni tipologia di azienda, ci sono soluzioni ad hoc: dai percorsi più lineari alla necessità di interfacciare un grande numero di richieste e di controlli, come è normale in aziende medio grandi che utilizzano procedure evolute. Siamo presenti su tutto il territorio nazionale con una rete di agenti e distributori, con cui forniamo assistenza e supporto tecnico. La parte progettuale e produttiva è invece tutta interna, con circa 70 dipendenti che sviluppano hardware e software.

 

DC: Come avete fatto fronte al periodo di crisi che ha investito la nostra economia?

 

EM: Devo dire che noi siamo cresciuti anche nel 2009 e la nostra posizione sul mercato ci ha tenuto “al riparo”, anche se ovviamente abbiamo posto tutta l'attenzione necessaria al periodo difficile. E poi, i nostri progetti portano le aziende verso un miglioramento dell'efficienza, un maggiore controllo dei centri di costo, una attenta gestione del personale; tutti elementi decisivi soprattutto in periodo critico.

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